Vita e pensieri di un alieno

Giugno 30, 2009

L’alieno dai calzini bianchi che camminava sulla luna

Archiviato in: Vita quotidiana — amedeo @ 12:44 pm

billiejeanIn questi giorni non si può evitare di dedicare un pensiero a quel grande artista che era Michael Jackson. Con il suo modo di cantare, ballare ed esibirsi ha cambiato ed influenzato più di una generazione di giovani che lo ha consacrato il re del pop, “King of pop”. Quel talentuoso quanto bizzarro uomo, ha lasciato un segno indelebile per chi ha saputo ascoltare le sue canzoni, per le centinaia di migliaia di ragazzi che lo hanno imitato e per tutti quelli che come me negli anni passati erano affascinati dal suo  modo di ballare .

Ognuno di noi ha un ricordo legato ad una sua canzone , gli anni ‘80 e 90 sono stati il suo dominio; noi ragazzi di quei tempi completamente meravigliati dal suo modo di ballare che sfidava la fisica e la gravità, tanto da rivedere al rallenty tutti i suoi video per ricopiare quelle mosse, quei passi. Quante volte incantati da quello strano effetto ottico del camminare in avanti pur andando indietro (il moonwalking),egli ne era il padrone assoluto, così come la meravigliosa coreografia di Thriller o di Billie jean.

Ricordare adesso Michael Jackson è ritornare indietro nel tempo quando  giovanotti facevamo le feste in casa con le luci o già più grandi   nei locali e discoteche a ballare e cantare quell’idolo dai calzini bianchi e il cappello in testa. Infondo non c’era nulla di male. Adesso sembra mancare una parte giovanile che ci appartiene, e che di tanto in tanto ricordiamo con orgoglio, come per dire io c’ero a quel concerto oppure io ho visto quel video , io ho ballato quella canzone casa nella mia cameretta.  Una parte di quei ragazzi che ascoltava e ballava Michael se ne andata per sempre, il sipario è calato  e la vita continua.

A dire il vero le vicissitudini narrate dalla cronaca mi hanno distolto dai miei romatici ricordi giovanili facendomi riflettere sul fatto che Michael Jackson  pur avendo avuto una vita di lustri e fasti , pur essendo stato rispettato e venerato da tutti o da molti, pur avendo vissuto ogni secondo della sua  vita tanto intensamente da non rendersene conto, ebbene questo fantastico uomo è morto in una semplice ambulanza come purtroppo una semplice persona. Niente clinche disintossicanti, niente ricovery a 5 stelle, ma solo un pronto soccorso su una barella che probabilmente prima era stata di un povero barbone ubriaco o peggio, morto in solitudine all’angolo di una strada. Sono davvero anche loro esseri umani come noi, quelli che vediamo sui palcoscenici illuminati e che chiamiamo a gran voce ? Sembrerebbe proprio di si, eroi e Dei solo in un  mondo fatto di suoni e luci accecanti che a contatto con la realtà si sgretola e si umanizza in colori reali dalle mille sfumature. Un mondo cantanto nelle loro canzoni che prima o poi li rapisce dal loro limbo assoluto di meraviglia e solitudine trascinandoli  in una realtà fatta di   persone,  scuole, traffico,lavoro, asili, uffici, famiglie, pianti, sorrisi, abbracci ma anche solitudini,guerra, devastazioni,sofferenza,ospedali,malattie e infine morte.

Quindi adesso abbiamo una leggenda in più, dopo i Beatles ed Elvis Presley abbiamo Michael Jackson a cui dedico i miei felici anni giovanili.

Ascoltavo Radio DeeJay  e la speaker(la pina) ha trasmesso  questo suo personalissimo tributo che mi ha commosso e che qui riporto integralmente:

Post it della Pina (Radio DeeJay) 26 Giugno 2009

Che peccato proprio poco prima di potersi riscattare

Proprio poco prima di dimostrare alla musica che si era rimesso in piedi

Pronto a farle vedere che era ancora il suo primo ballerino, il suo primo cantante uno dei suoi più grandi amori

Ma la musica non se lo dimenticherà mai il suo principe Michael

E forse è quella che lo ha perdonato per prima

Forse l’unica che non lo ha mai nemmeno accusato

Michael Jackson opera d’arte dell’era contemporanea

Frutto delle contraddizioni devastanti che ci mandano continuamente fuori tempo

Ha scritto ,cantato  e ballato canzoni che hanno reso a tratti migliori i giorni di tanti tantissimi

La canzone giusta al momento giusto

Da sempre e per sempre lo balleremo

Lo ascolteremo in cuffia, lo dedicheremo a chi amiamo o che abbiamo amato

Quel piccolino che cantava forte e danzava come un dio con tutta la forza che aveva

E che non è mai cresciuto davvero

 Forse avrebbe vissuto meglio se avesse ricevuto anziché scritto una  canzone come you are not alone

Mi è sempre sembrato molto solo Michael, spaventato, scoperto e penso spesso al fatto che abbia chiamato una delle sue figlie Blanket (coperta)

Proteggendo le nostre defiance con canzoni strepitose ,straordinarie ,meravigliose

La musica prima e dopo di lui  non è stata più la stessa

Oggi non si è spenta una stella, di quelle ce ne son tante

Si è spenta una nota e la musica zoppica

Non credo che osserverò un minuto di silenzio

Per uno che ha riempito per anni i silenzi di una musica pazzesca

Mi sembrerebbe poco gentile

Per te Michael il mio minuto di moonwalking.

 

 

 

Marzo 20, 2009

A’ bona crianza

Archiviato in: Vita quotidiana — amedeo @ 11:28 pm

pulcinella2Letteralmente significa il” buon modo di comportarsi” o meglio “le buone maniere” per sfociare  nell’impegnata “Buona Educazione”. Sarà perchè è il dialetto della mia città ma “bona crianza” ti riempie la bocca e la mente di significato donando a chi ne è provvisto una sorta di riverito rispetto mentre a chi ne è privo una giusta collocazione nel girone dei miserabili e dei poco di buono.

Ebbene la “bona crianza” non è semplice possederla ne tantomeno la si trova a buon mercato,ma la cosa che più mi sconcerta e che ci sono persone che non se ne fanno alcun problema, sono coscienti di non possederla e non fanno nulla per procurarsela, creando un immagine di se fortemente compiaciuta di questa mancanza. Colmare un simile vuoto in età adulta è un operazione quantomeno impossibile, il retaggio culturale è talmente forte quanto povero e inconsistente,  che risulta praticamente inutile spiegare con modi civili le più semplici regole comportamentali dello stare insieme in mezzo alla gente………

Perchè stasera scrivo tutto questo? Ci rimango male quando incrocio persone prive di ogni senso civico, egoiste, narcisiste ed opportuniste che con il loro fare condizionano in qualche modo la vita degli altri e di quelle che io definisco persone “per bene”. L’educazione e il rispetto non sono regole che ognuno può darsi ed osservarle a suo piacimento o tornaconto; l’educazione e il rispetto stabiliscono un modo di comportarsi non offensivo ne discriminatorio che non invade l’altrui libertà o la collettività in genere. Quanti esempi possiamo fare e soprattutto quante impenitenti persone possiamo indicare ergendoci come giudici inquisitori mentre compiaciuti declamiamo a voce alta la sentenza di condanna.

Dunque il vociare alto dei ragazzini in metrò all’uscita di scuola, oppure all’automobilista cafone e dalla facile sosta selvaggia, oppure al vicino di casa che è privo del vocabolo buongiorno perchè lo ha  in quarantena come un virus , oppure il cane famelico ed assassino  perchè gli è capitato un padrone stupido  più bestia di lui; un lunga lista facile da compilare e sempre piena di nuove cose.

Invece chi ha la “bona crianza” di salutare, di non urlare, di ascoltare, di non sporcare, di non calpestare , di non abbandonare, di non spingere, di non occupare abusivamente sembra essere una sorta di alieno o strano faccendiere dal bizzaro e poco furbo modo di comportarsi. In fondo cosa importa se poi tutti dobbiamo considerarci uguali e fraterni.

A bona crianza nasce r’ cor

pe  chi a studiat e pe chi nun sape nient

a chi è triste e poc cuntent

è proprio chill ca ten chiù crianz pa’ gent

A bona crianza te guard cu’ passion e stenn a man a chill che  è fetent

e quann t’aizat cu forza pussent ta vote e spalle e tu te sient niente.

 Si si servo oppure padrone a bona crianza ti fa onore

e si si viecchio oppure uaglion

fall sta’ crianz addivient nato signor!!! 

Marzo 7, 2009

Ricordi

Archiviato in: Vita quotidiana — amedeo @ 12:13 am

 

Io avanzai nell’aria fredda e tonificante.

Rimasi un attimo sotto il portico a guardare nel parco le sagome snelle dei pini che svettavano contro il cielo.

Sentii, capii l’opera devastatrice del tempo, uomini e alberi si preparavano a marcire.

Il tempo era una talpa che si muoveva sotto le strade della città e impercettibilmente ne corrodeva l’asfalto.

Il tempo passava sulla mia testa in un banco grigio di nubi irrequiete come se il cielo fosse scomparso e di esso non rimanessero che quei grigi cenci volteggianti attaccati ai lembi della terra.

 

E mi innamorai……. 

 

 

Gennaio 25, 2009

La macchina del tempo

Archiviato in: Vita quotidiana — amedeo @ 10:20 pm

disegno_r_stirlingIeri sera ho incontrato alcuni amici di scuola. Solo pochi, solo quelli più vicini, solo quelli più pronti a salire sulla macchina del tempo che si è materializzata proprio davanti a noi, in quel ristorante dalle pizze fumanti ed echeggianti risate. In maniera ordinata, con un pò di timore, piano piano tutti siamo partiti e saliti a bordo abbiamo attraversato circa 20 anni di storia per incontrare gli stessi noi, quelli dai visi più piccoli e dai capelli più lunghi, sempre quelli con la stessa risata ma con la voce di chi ancora non sa come saranno i prossimi anni.

Inutile urlare all’incredibile, quei ragazzi erano ancora là che si prendevano in giro e che raccontavano storie di incontri e di scontri, di balli e di musica, di motorini e di sigarette e in tutto questo noi ci sentivamo come a casa o meglio come persone in mezzo ad un dejà vù.

Giusto il tempo del ritorno e prima che le pizze si raffreddassero troppo eravamo seduti allo stesso tavolo ma con i volti più accessi di ricordi ritrovati e di esclamazioni “E’ vero ? me lo ricordo!”. La macchina del tempo funziona così, basta un singolo ricordo che ti porta indietro a ritrovare quei luoghi e quelle persone che hai incontrato, lontano laggiù ritrovi quello che eri e andando via lasci un pezzo di ciò che sei  e porti via un pò di ciò che sei stato. Diventa un riappropriarsi di pezzi della propria vita che nel tempo abbiamo tralasciato e conservato nella soffitta dei ricordi di quelli che una volta tanto sali su a cercare e ti meravigli di quante cose ci ritrovi.

Sebbene dopo un ora con la pizza finita e con ancora un pò di birra eravamo  seduti a raccontare e ricordare, non si è potuto fare a meno di tornare alla realtà e scoprire cosa quei ragazzi sono diventati  e quante  e quali cose li hanno cambiati; ho scoperto che ognuno nel raccontare se stesso ha provato una sorta di malcelato imbarazzo, quasi come a voler nascondere chissà quale disarmante normalità. Chi ha i figli, chi no, chi ha deciso di cambiare lavoro e chi si è tenuto stretto quello che trovò, nessuno di noi vent’anni fa poteva immaginare ma forse un pò tutti volevamo la stesse cose, ora che la nostra vita  ci sembra l’unica mai possibile, fatta di cose normali e di viaggi nel tempo.

Qualcuno mi ha detto che se non ricordo molti particolari del passato e solo perchè ciò che ho vissuto è stato  particolarmente intenso. Ebbene se così fosse cosa si dovrebbe scegliere una vita piena di  tutto ove tutto velocemente cambia ,oppure  una vita “vintage” a rischio malinconia ma piena di ricordi e aliena da tutto ciò che ci circonda? Non lo so ma proprio adesso che mia figlia vuole sedesri sulle mie gambe e scrivere insieme a me penso di aver trovato la risposta. Nessuno di noi probabilmente se potesse tornerebbe indietro per lasciare qui ciò che è, sapendo di  ritrovarlo tra vent’anni o poco più, esattamente allo stesso posto, nello stesso ristorante mangiando la stessa pizza e ritornare ad essere felice.

Dicembre 20, 2008

Il Natale,i miei riti,il sacro,il profano e le sue suonerie

Archiviato in: Vita quotidiana — amedeo @ 8:49 pm

alberoNatale! Quale migliore occasione per tenersi occupati  e freneticamente dividersi tra recite natalize, regali impossibili da pensare,visite familiari e acquisti dell’ultima ora. Per me tutto questo carrozzone di eventi e sentimenti inizia per tradizione proprio l’8 dicembre con l’addobbo dell’albero natalizio e l’allestimento del presepe di famiglia; ormai per me questo è un rito imprescindibile e tutta la mia famiglia consapevole di ciò mi asseconda di buon grado. Eh si!  Perchè il tutto non si limita solo a tirar giù dalla soffitta(meglio ripostiglio) l’albero ecologico con le sue palle ed angioletti, ma c’è tutta una ritualità da rispettare e ognuno ha la sua parte assegnata.Innanzitutto si riunisce tutta la famiglia (più ne siamo e meglio è), di seguito si piazza un cd con canzoni natalizie e mentre si assembla l’albero(rigorosamente ecologico) i bambini e gli adulti cominciano a mettere su gli addobbi e le stelle. Dopo tutto questo avviene l’accensione della candela a forma di angelo simbolo proprio del mio natale e  l’immancabile  foto familiare  vicino all’albero. Ora tutto questo quadretto è di quanto più normale e usuale possa esserci, immagino che milioni di altre persone facciano le stesse cose sebbene con modalità e manie differenti;  ma sono proprio  questi semplici momenti che rappresentano il vero spirito natalizio di cui tanto si parla e che molti  cercano persi in centri commerciali o sulle strade strozzate dal traffico di auto  dai vetri appannati?

Dunque il natale è fatto di semplici gesti, facili momenti possibilmente da condividere con altri. Non posso  fare a meno di pensare che spesso proprio di questi tempi nascono le più furiose liti familiari, tradimenti passionali e talvolta riconciliazioni forzate. Eduardo De filippo con “Natale in casa Cupiello”  ne è un esempio di altri tempi ma molto attuale. Chissà perchè ma  l’avvicinarsi  delle persone provoca scompensi e rompe degli equilibri faticosamente raggiunti e duramente messi alla prova proprio dai nostri cosidetti “familiari “  (siano essi amici, parenti o conoscenti). Ma Dunque se proprio dobbiamo complicarci la vita perchè farlo nel periodo più semplice dell’anno?

Altro aspetto da considerare è quello religioso; forse l’unico o il più importante senso del natale. E’ giusto che non tutti riconoscono questo periodo come un rinnovo di fede e di cristiana virtù , ma è anche vero che in qualche modo tutte le celebrazioni, gli eventi e le adorazioni induco a riflettere su se stessi e sul proprio senso della vita. Si è liberi di non partecipare alla processione spirituale che ci conduce verso quella mistica grotta  facendoci inginocchiare dinnanzi a quella mangiatoia, ma quanto meno chi ne rimane fuori  si chiede dove andranno mai quelle migliaia di persone e nel fare ciò non potrà fare a meno di porsi interessanti quesiti.

L’aspetto esteriore del Natale è fatto di shopping selvaggio, di regali e di film per la TV.  E’ davvero questa la parte più fantasiosa e affascinante, poter ricevere un regalo o meglio guardare la gioia negli occhi di chi riceve un regalo, oppure festeggiare insieme alle persone che per l’occasione si sono pacificamente ritrovate, oppure starsene semplicemente in compagnia di se stessi ma in pace con il proprio cuore. Non lo so ! Ma davvero per dimostrare il proprio affetto alle persone amate bisogna presentarsi in questo santo giorno con un pacco (più grande possibile) con un fiocco colorato? E se tutti concordassimo che per quel giorno sia sufficiente solo un bacio ,  un’abbraccio e una stretta di mano ? Avremmo creato il primo festival mondiale dei taccagni organizzati? I sentimenti non potendo essere così profondamente concretizzati hanno bisogno di un simbolo al quale leghiamo  il nosto affetto,la nostra amicizia, il nostro falso perbenismo.Così è la vita!

Dunque un Natale perfetto è fatto di tutto questo.Comunque sia a me il Natale piace e anche tanto; mi piace ascoltare i cd di Dean Martin, mi piace fare l’albero e il presepe e mi piace pensare ai bambini e alla mia famiglia che sono proprio il senso “buono” del mio Natale.
Dunque la solita surfa noiosa, retoriche circostanze dense di stereotipati comportamenti…..
le cene,lo shopping,i regali,gli auguri,la messa,gli amici,la tombola e le carte e poi sempre in ordine rigorosamente festivo si trova spazio per generosità,beneficenza e carità giusto per mettere a posto la coscienza(per chi ne è provvisto).

Non so ancora di cosa sarà composto il mio Natale e se sarà un insieme di tutto questo ma in ordine inverso, anch’io ho una coscienza, anch’io ho un panettone da mangiare e spero di avere anche io un regalo da aprire…
Ma infondo abbiamo davvero bisogno di tutto ciò??
Credo proprio di sì, nessuno più immagina di vivere qualcosa di importante carpendone il più profondo significato, se non attraverso un assoluto groviglio di situazioni e comportamenti predefiniti che in qualche modo abbiamo associato agli eventi e che confusamente ne descrivono il senso. In altre parole nessuno riconoscerebbe più la festa del Natale se non si farebbero le solite ed inutili cose che si fanno ogni anno.
Natale sarà sempre Natale basta poco :un sentimento buono, una canzone da cantare e la giusta suoneria sul proprio cellulare…….

Dicembre 6, 2008

Recupero il tempo perso….

Archiviato in: Vita quotidiana — amedeo @ 12:14 pm

Sono mesi con non torno da queste parti, un pò per pigrizia o un pò per noia e  forse perchè non avevo nulla da raccontarmi; in realtà di pensieri e di cose ne sono capitate tante e faccio anche fatica a riordinare il tutto dando la giusta importanza. Sicuramente riprendo dal mio 40 esimo compleanno.

Ho 40 anni e li dimostro! Sono contento e ho voglia di viverli. Ci soffermiamo sull’età solo per giudicare l’aspetto fisico, sforzandoci di sottrarre qualche anno alla altrui percezione della nostra vera età. Non  è falso moralismo, è ben chiaro che un aspetto fresco e giovanile aiuta in tante cose nella vita quotidiana, partendo dall’autostima e terminando alla determinata voglia di apparire come figura o controfigura nello spettacolo teatrale della società moderna; ma preferisco chi dà senso di se per quello che riesce ad essere e non per come riesce ad apparire.

Sono contento dei miei anni anche perchè ho avuto una festa a sorpresa a dir poco meravigliosa! Mia moglie è stata diabolica ! Ha organizzato la mia festa facendo saltare tutto e tutti dal nulla e tenendomi allo scuro sino all’ultimo momento. Questo genere di feste ove di improvviso ti ritrovi catapultato in un oceano di affetti dimostrati con sorrisi, abbracci e tanti calici con ombrellini variopinti, ti rendono felice, spingendo la tua anima nel cielo più alto chiamato “autostima”, da dove osservando dall’alto tutti i problemi e le ansie della vita quotidiana non vorrebbe più scendere. Dico grazie alla mia compagna, che amo e ringrazio per amarmi. Io così difficle e complicato omino del 1968.

Altro argomento degno di nota qui tra i pensieri che stasera affollano la mia mente è sicuramente il lavoro. Benedetto e maledetto mio lavoro! Non so più come considerarlo……

Ultimamente mi ritrovo in considerazioni su fatti e persone che a dire il vero non credevo potessi fare. Stress di routine,litigi di ufficio, capi sclerotici e falsi moralismi sono all’ordine del giorno e si alternano sistematicamente seguendo un disegno a dir poco diabolico e poco causale. Sinceramente il mio lavoro non è più quello che ho sempre desiderato ma è divenuto un dovere sterile e poco stimolante. I rapporti personali sono divenuti piatti e consueti, si parla e ci si confronta sempre per le stesse cose e pian piano quello che prima sembrava essere un luogo ove crescere moralmente,culturalmente e socialmente è diventato oggi un insieme di comportamenti stereotipati e non veritieri.

Il team di lavoro è sempre quello ma più che un gruppo è un insieme di persone accomunate dallo stesso cartellino che obliterano ogni mattina. Oggi è così, ognuno va per la sua strada ed ognuno è solo su quella strada che da solo ha deciso di percorrere.Peccato davvero peccato.

Ma se da un lato tutto sembra spento e poco stimolante dall’altro questi freddi comportamenti hanno giovato alla propria responsabilità professionale e al senso del dovere.Denoto quindi un maggior accanimento sulle cose con il risultato che ognuno si sente padrone del proprio tempo e del proprio lavoro (e anche se nella norma così dovrebbe essere dove lavoro io le cose , i problemi e le situazioni determinano il tuo tempo e il tuo lavoro stabilendo inderogabilmente il dove ,il quando e il quanto). Un delirio di onnipotenza ha pervaso tutto e tutti arrivando ad una sorta di competizione solitaria con se stessi. Forse è  il tempo di cambiare. Se troviamo un lavoro che ci piace e che ci soddisfa siamo sicuri che poi dietro l’angolo  non ritroviamo tutto quello che abbiamo buttato giù dalla finestra?

Non lo so!Ma forse tra le cose lasciate indietro e trovate sul marciapiede ci sarà sempre qualcosa che ci porteremo dietro perchè sarà difficile trovarlo altrove. 

Luglio 28, 2008

Chi ha capito tutto della vita?

Archiviato in: Vita quotidiana — amedeo @ 10:18 am

Chi ha capito tutto della vita? Generalmente è la classica persona avveduta o che ha fatto una furbata meritando il rispetto e l’ammirazione dei suoi interlocutori.
Quante volte abbiamo sentito una tale affermazione o assistito ad una simile scena e forse quante volte ci siamo chiesti: infondo capire tutto della vita significa proprio questo? E come mai io non ci sono arrivato e faccio da spettatore ai pensieri pronti e perspicaci degli altri?
Per ognuno il senso della vita è qualcosa di intimo e personale e spesse volte non è neanche condivisibile con gli altri: i grandi ideali, gli obiettivi prefissati, il cibo,il sesso, il gioco, la famiglia il lavoro lo sport…..una lunga ed interminabile lista ove tutti possono sempre aggiungere una nuova voce.
In questo tempo siamo quello che siamo o che vorremmo essere ne più ne meno; persi in una sterminata miriade di faccende miste ai sentimenti che ci definiscono e deliniano la nostra vita; e quando impercettibilmente diventiamo consapevoli del senso della vita in quel preciso istante abbiamo capito tutto.

La Domenica

Archiviato in: Vita quotidiana — amedeo @ 10:11 am

Strano giorno la domenica.Per alcuni rappresenta il momento di massimo riposo e di totale indifferenza, mentre per altri è il classico tempo da trascorrere velocemente per riprendere il continuo stress settimanale.
Alcuni come me si annoiano se non vivono questo giorno in compagnia, altri si stancano perchè probabilmente pensano a cosa fare nei giorni successivi, altri sono in cerca di un’occupazione intelligente della giornata e puntualmente si producono in una serie di visite di cortesia rompiballe.
Domenica è sempre domenica… ma non è vero ! Pensa ad una domenica nelle pianure umide o tra le montagne innevatee poi pensa ad una domenica in un parco giù in città!
Non lo so ! comunque meglio in compagnia che soli ;di domenica soprattutto come questa ci si può anche morire…..

Luglio 13, 2008

Le cose che ti ho detto….

Archiviato in: Vita quotidiana — amedeo @ 11:50 am

Non so se sia giusto o se sia vero ma spesso  le parole che diciamo agli altri, quando le diciamo a noi stessi, suonano meno convincenti e sicuramente meno efficaci. ”Ma le cose che ti ho detto valgono anche per me?”.

Non lo so! Siamo sempre molto poco convincenti con noi stessi, forse perchè ci conosciamo bene, forse perchè ci ripetiamo cose già dette, forse perchè quando il problema ci tocca da vicino è molto più difficile superarlo che invece sputare consigli e pensieri al malcapitato di turno.

E’ anche vero che chi li cerca i consigli poi dopo quantomeno se li subisce, ma allora perchè siamo così intolleranti con noi stessi? Dove sono quei consigli e quelle idee che tanto faticosamente abbiamo dispensato con affetto e orgoglio quando ne abbiamo bisogno? E a volte perchè ci sembrano inutili e non adatti a noi stessi?

Magari vogliamo ascoltarli con voce diversa o con un suono meno inquisitorio . A pensarci bene il problema non sta nelle parole che diciamo ma in quelle che “non diciamo”. Le cose non dette a volte hanno un significato ed un’importanza più profonda, siano esse cattive o buone hanno il pregio di essere vere e prive da vizi d’orgoglio, hanno la forza di essere più persuasive e parlano direttamente al cuore per chi lo possiede o alla mente per chi ne è privo.

Ti ho detto quelle parole perchè le pensavo!

Ti ho detto quelle parole perchè era necessario e non potevo farne a meno!

Ti ho detto quelle parole perchè ne avevi bisogno !

Ti ho detto quelle parole perchè se giuste o se sbagliate te le meritavi!

Ti ho detto quelle parole perchè scusarsi è più faticoso!

Ti ho detto quelle parole perchè adesso ti appartengono e vorrei che tu le dicessi a me!

Luglio 11, 2008

Le voci di dentro

Archiviato in: Vita quotidiana — amedeo @ 5:25 pm

 

Mi piace intitolare il mio pensiero con una commedia del grande Eduardo De Filippo. “Le voci di dentro”. Le voci di dentro sono proprio quelle che affollano i nostri silenzi; chiassoso vociare di sottofondo che sfuma la vita e le emozioni, probabilmente rendendo tutto più simile a noi stessi.
Questo delirante pensiero sorge nella mia testa proprio così, improvvisamente, dettato dai numerosi dubbi che violentano le certezze che costituiscono la nostra persona ed il nostro vivere.
Talvolta sono quelle prospettive che vogliamo allontanare o dalle quali fuggiamo via, altre volte sono quei dolci pensieri di cui vogliamo compagnia.
Essi rappresentano sempre il giudizio insindacabile su noi, siamo i giudici e i carcerieri di noi stessi e non sempre la cosa ci piace. Giorni che vestiamo i nostri pensieri con una toga da giudice e ascoltiamo tutto e tutti nella nostra aula di tribunale pronti a battere il martelletto e ad emettere giudizio dall’alto; altri giorni portiamo i nostri pensieri sul banco degli imputati facendoli giurare su tutto ciò che è sacro per noi e ci rendiamo inesorabilmente spettatori della loro assoluta innocenza.

Ma se i nostri pensieri sono sempre così innocenti e raccomandabili e rappresentano sempre la parte buona e attenta del nostro modo di vivere, allora perché spesso abbiamo paura di ascoltarli?

I dubbi, le ansie e le paure alimentano quel modo di pensare catastrofico e disfattista. Cosa fare allora? Naturalmente ognuno ha un proprio modo di vivere le cose: alcuni si perdono nell’oblio delle proprie preoccupazioni, altri reagiscono evitando i problemi, altri ancora fingono tutto ignorando qualsiasi cosa possa ledere il loro stato. Questi sono i migliori! Il segreto è tutto lì. Non ascoltano nulla di se stessi soprattutto, quando le voci da un semplice sussurro cominciano ad urlare, ed è proprio lì che forse è meglio zittirle.

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