In questi giorni non si può evitare di dedicare un pensiero a quel grande artista che era Michael Jackson. Con il suo modo di cantare, ballare ed esibirsi ha cambiato ed influenzato più di una generazione di giovani che lo ha consacrato il re del pop, “King of pop”. Quel talentuoso quanto bizzarro uomo, ha lasciato un segno indelebile per chi ha saputo ascoltare le sue canzoni, per le centinaia di migliaia di ragazzi che lo hanno imitato e per tutti quelli che come me negli anni passati erano affascinati dal suo modo di ballare .
Ognuno di noi ha un ricordo legato ad una sua canzone , gli anni ‘80 e 90 sono stati il suo dominio; noi ragazzi di quei tempi completamente meravigliati dal suo modo di ballare che sfidava la fisica e la gravità, tanto da rivedere al rallenty tutti i suoi video per ricopiare quelle mosse, quei passi. Quante volte incantati da quello strano effetto ottico del camminare in avanti pur andando indietro (il moonwalking),egli ne era il padrone assoluto, così come la meravigliosa coreografia di Thriller o di Billie jean.
Ricordare adesso Michael Jackson è ritornare indietro nel tempo quando giovanotti facevamo le feste in casa con le luci o già più grandi nei locali e discoteche a ballare e cantare quell’idolo dai calzini bianchi e il cappello in testa. Infondo non c’era nulla di male. Adesso sembra mancare una parte giovanile che ci appartiene, e che di tanto in tanto ricordiamo con orgoglio, come per dire io c’ero a quel concerto oppure io ho visto quel video , io ho ballato quella canzone casa nella mia cameretta. Una parte di quei ragazzi che ascoltava e ballava Michael se ne andata per sempre, il sipario è calato e la vita continua.
A dire il vero le vicissitudini narrate dalla cronaca mi hanno distolto dai miei romatici ricordi giovanili facendomi riflettere sul fatto che Michael Jackson pur avendo avuto una vita di lustri e fasti , pur essendo stato rispettato e venerato da tutti o da molti, pur avendo vissuto ogni secondo della sua vita tanto intensamente da non rendersene conto, ebbene questo fantastico uomo è morto in una semplice ambulanza come purtroppo una semplice persona. Niente clinche disintossicanti, niente ricovery a 5 stelle, ma solo un pronto soccorso su una barella che probabilmente prima era stata di un povero barbone ubriaco o peggio, morto in solitudine all’angolo di una strada. Sono davvero anche loro esseri umani come noi, quelli che vediamo sui palcoscenici illuminati e che chiamiamo a gran voce ? Sembrerebbe proprio di si, eroi e Dei solo in un mondo fatto di suoni e luci accecanti che a contatto con la realtà si sgretola e si umanizza in colori reali dalle mille sfumature. Un mondo cantanto nelle loro canzoni che prima o poi li rapisce dal loro limbo assoluto di meraviglia e solitudine trascinandoli in una realtà fatta di persone, scuole, traffico,lavoro, asili, uffici, famiglie, pianti, sorrisi, abbracci ma anche solitudini,guerra, devastazioni,sofferenza,ospedali,malattie e infine morte.
Quindi adesso abbiamo una leggenda in più, dopo i Beatles ed Elvis Presley abbiamo Michael Jackson a cui dedico i miei felici anni giovanili.
Ascoltavo Radio DeeJay e la speaker(la pina) ha trasmesso questo suo personalissimo tributo che mi ha commosso e che qui riporto integralmente:
Post it della Pina (Radio DeeJay) 26 Giugno 2009
Che peccato proprio poco prima di potersi riscattare
Proprio poco prima di dimostrare alla musica che si era rimesso in piedi
Pronto a farle vedere che era ancora il suo primo ballerino, il suo primo cantante uno dei suoi più grandi amori
Ma la musica non se lo dimenticherà mai il suo principe Michael
E forse è quella che lo ha perdonato per prima
Forse l’unica che non lo ha mai nemmeno accusato
Michael Jackson opera d’arte dell’era contemporanea
Frutto delle contraddizioni devastanti che ci mandano continuamente fuori tempo
Ha scritto ,cantato e ballato canzoni che hanno reso a tratti migliori i giorni di tanti tantissimi
La canzone giusta al momento giusto
Da sempre e per sempre lo balleremo
Lo ascolteremo in cuffia, lo dedicheremo a chi amiamo o che abbiamo amato
Quel piccolino che cantava forte e danzava come un dio con tutta la forza che aveva
E che non è mai cresciuto davvero
Forse avrebbe vissuto meglio se avesse ricevuto anziché scritto una canzone come you are not alone
Mi è sempre sembrato molto solo Michael, spaventato, scoperto e penso spesso al fatto che abbia chiamato una delle sue figlie Blanket (coperta)
Proteggendo le nostre defiance con canzoni strepitose ,straordinarie ,meravigliose
La musica prima e dopo di lui non è stata più la stessa
Oggi non si è spenta una stella, di quelle ce ne son tante
Si è spenta una nota e la musica zoppica
Non credo che osserverò un minuto di silenzio
Per uno che ha riempito per anni i silenzi di una musica pazzesca
Mi sembrerebbe poco gentile
Per te Michael il mio minuto di moonwalking.
Letteralmente significa il” buon modo di comportarsi” o meglio “le buone maniere” per sfociare nell’impegnata “Buona Educazione”. Sarà perchè è il dialetto della mia città ma “bona crianza” ti riempie la bocca e la mente di significato donando a chi ne è provvisto una sorta di riverito rispetto mentre a chi ne è privo una giusta collocazione nel girone dei miserabili e dei poco di buono.
Ieri sera ho incontrato alcuni amici di scuola. Solo pochi, solo quelli più vicini, solo quelli più pronti a salire sulla macchina del tempo che si è materializzata proprio davanti a noi, in quel ristorante dalle pizze fumanti ed echeggianti risate. In maniera ordinata, con un pò di timore, piano piano tutti siamo partiti e saliti a bordo abbiamo attraversato circa 20 anni di storia per incontrare gli stessi noi, quelli dai visi più piccoli e dai capelli più lunghi, sempre quelli con la stessa risata ma con la voce di chi ancora non sa come saranno i prossimi anni.
Natale! Quale migliore occasione per tenersi occupati e freneticamente dividersi tra recite natalize, regali impossibili da pensare,visite familiari e acquisti dell’ultima ora. Per me tutto questo carrozzone di eventi e sentimenti inizia per tradizione proprio l’8 dicembre con l’addobbo dell’albero natalizio e l’allestimento del presepe di famiglia; ormai per me questo è un rito imprescindibile e tutta la mia famiglia consapevole di ciò mi asseconda di buon grado. Eh si! Perchè il tutto non si limita solo a tirar giù dalla soffitta(meglio ripostiglio) l’albero ecologico con le sue palle ed angioletti, ma c’è tutta una ritualità da rispettare e ognuno ha la sua parte assegnata.Innanzitutto si riunisce tutta la famiglia (più ne siamo e meglio è), di seguito si piazza un cd con canzoni natalizie e mentre si assembla l’albero(rigorosamente ecologico) i bambini e gli adulti cominciano a mettere su gli addobbi e le stelle. Dopo tutto questo avviene l’accensione della candela a forma di angelo simbolo proprio del mio natale e l’immancabile foto familiare vicino all’albero. Ora tutto questo quadretto è di quanto più normale e usuale possa esserci, immagino che milioni di altre persone facciano le stesse cose sebbene con modalità e manie differenti; ma sono proprio questi semplici momenti che rappresentano il vero spirito natalizio di cui tanto si parla e che molti cercano persi in centri commerciali o sulle strade strozzate dal traffico di auto dai vetri appannati?
